psicologia a Firenze

Perizie legali in ambito civile e penale

La categoria del danno esistenziale:  la categoria del danno esistenziale è una voce risarcitoria che è stata introdotta di recente all’interno del panorama del danno della persona. La sua precisa collocazione rientra nel danno non patrimoniale e consiste nella lesione della personalità del soggetto e nel suo modo di essere sia personale che sociale avente come conseguenza un’alterazione della qualità della vita.
La Corte di Cassazione, nell’ordinanza n.4712 del 25 febbraio 2008 lo definisce come “il danno derivante dalla lesione di valori/interessi costituzionalmente garantiti e consistente nella lesione al fare a-reddituale del soggetto”.
Il bene giuridico che il danno esistenziale intende tutelare è costituito dalle attività realizzatrici della persona. Presentano caratteri di natura esistenziale, ad esempio, il danno alla vita sessuale, il licenziamento, la perdita del proprio congiunto, situazioni che scompigliano all’improvviso l’equilibrio della vita quotidiana di un individuo.
Il concetto di danno esistenziale risulta quindi essere di grande importanza dal punto di vista psicologico perché sottolinea come la sofferenza non sia solo qualcosa di fisico, ma qualcosa che si manifesta nel vivere quotidiano, nella vita sociale e relazionale dell’individuo. Da non confondere quindi con il concetto di danno biologico, in quanto non comporta l’insorgere di uno stato di malattia, ma produce cambiamenti dei normali ritmi di vita del soggetto con conseguente malessere generale, disagio psichico, sentimenti di angoscia, di perdita, di tristezza.
Lo psicologo, in questo caso, è chiamato a valutare la perdita del piacere della vita, nella veste di fattore condizionante la realtà esterna del soggetto.
Per valutare la presenza e la consistenza del trauma, occorrerà effettuare un’analisi approfondita del soggetto, con aspetti metodologici che dovranno riguardare colloqui clinici e l’utilizzo di test.
Nella valutazione del danno esistenziale i focus principali sono quindi di due tipi: la storia di vita del soggetto e l’evento ritenuto fonte di danno. Il primo permette di non solo di costruire una diagnosi, ma anche di effettuare una valutazione del soggetto prima e dopo l’evento. Il secondo è quello centrato in maniera più specifica sull’evento, inteso quale ricostruzione storica ed oggettiva.
Ritengo doveroso chiarire che il danno esistenziale è nato per tutelare situazioni significative di compromissione della vita psichica, sociale, relazionale delle persone, che in conseguenza di determinati eventi hanno subito alterazioni importanti della loro vita; non deve quindi diventare una modalità per risarcire ogni minima forma di alterazione della vita delle persone.